CHAMPAGNE GO & BACK – parte1

Qualche settimana fa ho avuto il piacere di passare qualche giorno nella regione francese dello Champagne, per fare visita ad alcuni piccoli vigneron che seguo con interesse da diverso tempo.

Come sempre si cerca di privilegiare le piccole produzioni che lavorano il più naturalmente possibile; che producono vini con grande mineralità e profondità, ma sopratutto vini che siano rappresentativi del terroir dove insistono.


Nelle prossime righe la prima parte del mio piccolo tour.
Buon viaggio!

AURORE CASANOVA

13 Rue Jean Jaurès, 51530 Mardeuil, Francia

Aurore è una ex ballerina di professione che nel 2013, dopo due anni di studio, decide intraprendere un progetto di vinificazione col marito Jean-Battiste. Coltiva una trentina di piccole parcelle a cavallo tra la Marna e la Cote de Blanc per un totale di 4,5 ettari. Al momento tutte le vigne sono in affitto – anche una vigna piantata nel 1968 dalla madre -producendo un totale di 22.000 bottiglie nella migliore delle annate.
Siamo a Mardeuil, sede della cantina dal 2018, dove all’interno delle barrique usate ha luogo la fermentazione e l’affinamento del vino.
Aurore fa parte di quella novelle vague che presta molta attenzione alla produzione del vino base e utilizza la seconda fermentazione in bottiglia per dare semplicemente il perlage.
Gli assaggi da botte lo confermano. Per quanto mi riguarda potevano tutti essere dei grandissimi vini bianchi fermi già di per se stessi!
La gestione della vigna è biodinamica. Ampio spazio alle galline che pascolano nelle parcelle e hanno una funzione diserbante, fertilizzante e di movimento terra.

In cantina l’approccio è minimalista, fermentazione spontanea, solforosa quasi inesistente e assaggi delle botti costanti sono il segreto dell’eleganza e dell’equilibrio che contraddistingue i suoi vini.
Sicuramente da segnalare il Blanc de Blanc prodotto dal cru “malò” a Mesnil Sur Orger. Secondo Aurore stessa si tratta di un cru eccezionale, perché si trova proprio al centro di un piccolo anfiteatro dove il suolo si assottiglia parecchio – sino a circa venti centimetri scarsi – e dove i banchi di gesso sono tecnicamente affioranti. Anche la vigna si comporta diversamente, pianta più bassa e grappoli molto molto più piccoli rispetto alle piante confinanti.
Il vino che ne deriva è un tuffo nel gesso e nel sale con una grandissima complessità.
Segnalo anche il Coteaux Champenois Rouge prodotto dalla parcella di Champvousy integralmente coltivata con uva Meunier.


Eccezionale!

BENOIT MARGUET

1 Pl. Barancourt, 51150 Ambonnay, Francia

Alla quinta generazione di produttori, Benoit acquisisce l’azienda dal padre nel 2008; da allora ha dato un cambio radicale nell’approccio alla vigna e al vino, puntando tutto sulle “good vibe”delle persone che lavorano con le vigne e con i vini, sulla biodinamica in vigna e sulle fermentazioni spontanee in cantina.
Benoit coltiva 8 ettari di proprietà a cui si aggiunge un ettaro e mezzo in affitto. Quasi tutte le parcelle risiedono nei comuni di Ambonnay e Bouzy, più qualche parcella a Trepail, Verzy e Rilly la Montagne.
Fatta eccezione di una vigna giovane impiantata nel 2015, tutte le altre son state piantate tra il 1952 e il 1982.
In cantina ogni zona ha le pareti di un diverso colore, perché ogni colore può influenzare la luce e quindi avere un riflesso particolare sull’evoluzione del vino. La stanza della fermentazione è celeste, colore del silenzio; qui le barrique si alternano a delle grandi botti di legno dalla forma ovale.
Dopo la fermentazione e l’affinamento in legno, i vini passano in bottiglia dove avviene la seconda fermentazione.
I suoi sono champagne di grande carattere. Se dovessi sceglierne alcuni, troverei che gli Champagne prodotti nelle vigne di Ambonnay siano i più espressivi, ricchi e cremosi ma con un impareggiabile allungo minerale che li rende davvero eccezionali.

Imprescindibile!

MOUZON – LEROUX

15 Rue Basse des Carrières, 51380 Verzy, Francia

La terza tappa è stata a Verzy, nelle Montagne di Rems, dove mi attende Sebastien.

Verzy è un comune che si trova risalendo lungo la strada dopo Ambonnay e Trepail esattamente a Nord Est delle Montagne.
Le vigne quì, hanno esposizione opposta rispetto ad Ambonnay e la composizione del suolo è interamente composto da un calcare molto giovane, suoli meno profondi rispetto al resto della zona e ampi tratti di pietre di silice.
Questa grande varietà rende il comune adatto alla coltivazione sia di Pinot Noir che di Chardonnay.

Mouzon – Leroy, alla nona generazione, è gestita da Sebastien che coltiva 8,5 ha, di cui circa il 60% a Pinot Nero. Tutte le vigne sono in regime di biodinamica, vengono lavorate solo col cavallo una volta l’anno, quando c’è molta competizione tra le piante spontanee.
Sebastien è fortemente convinto che in Champagne si sia persa la biodiversità. La monocoltura della vite infatti crea delle storture nell’equilibrio della flora. A tal proposito ha impiantato nelle sue vigne più di cento alberi di varia natura e piante aromatiche lungo i filari.
In cantina la ricetta è la stessa, fermentazioni spontanee, assenza totale di solforosa, ma sopratutto barrique di seconda mano per le fermentazioni e gli affinamenti dei vini base.
Vini onesti, sinceri, chiari e lineari. Grande bilanciamento tra mineralità e concentrazione.

Assaggiati in batteria, credo che L’Ineffable e L’opiniâtre siano indubbiamente i più rappresentativi. Il primo più materico e con grande tensione, il secondo più fine, delicato e con grande eleganza.


Notevole!

Pubblicato da Stefano Orrù

Stefano Orrù, classe 1993, folgorato dal mondo del vino, abbandona gli studi di giurisprudenza e l'azienda agricola della sua famiglia per dedicarsi interamente al servizio di sala. Dopo diverse esperienze in Sardegna, arriva in Trentino a Lefay Resort Dolomiti, partecipa all'apertura come sommelier e ci resta per tre anni. Oggi è uno dei Sommelier del Ristorante Da Vittorio a Brusaporto.

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