SU CONNOTTU E IL TERROIR

Su connottu e il terroir.
Il vino come incontro tra terra, comunità, memoria e saperi.
Un viaggio nella Sardegna vitivinicola alla ricerca di ciò che resta, anche quando le vigne scompaiono.

Perché dentro una bottiglia c’è molto più territorio di quanto abbiamo finora saputo raccontare.

IL DIRITTO ALL’IMPERFEZIONE

Il vino, la volatile e il difficile mestiere di distinguere un difetto da un carattere C’è una parola che durante una degustazione arriva spesso troppo presto: volatile. La si sente, la si nomina e, in molti casi, la discussione è già finita. Volatile alta, vino difettoso. È una delle tante scorciatoie che abbiamo costruito intornoContinua a leggere “IL DIRITTO ALL’IMPERFEZIONE”

QUELLO CHE RESTA DELLA TERRA

Un vino comincia molto prima del calice. Nasce nella terra, nel lavoro, nelle vigne e nelle scelte di chi decide di continuare ad abitare un territorio. Ma cosa resta davvero di quel luogo dentro una bottiglia? Tra gusto, agricoltura, mercato e responsabilità, il vino può diventare una forma di resistenza rurale: non soltanto un prodotto da consumare, ma un gesto capace di sostenere paesaggi, conoscenze e comunità.

SOTTO IL VELO DEL VINO

Dalla Vernaccia di Oristano a Jerez, dal Jura a Tokaj, un viaggio nel mondo dei vini sotto flor e nel rapporto fra ossigeno, tempo e territorio. La Sardegna conserva una tradizione antichissima che va ben oltre il lungo affinamento: Vernaccia, Malvasia di Bosa e Arvisionadu raccontano una cultura del vino capace di vivere con l’aria e con il tempo. Oggi, mentre anche a Jerez si sperimentano affinamenti più brevi e gradazioni più contenute, la Vernaccia può tornare a interrogarsi sul proprio futuro: un vino più giovane, fresco e salino, nel quale il flor accompagni senza coprire la voce del territorio.

LA SARDEGNA CHE IL VINO DEVE ANCORA RACCONTARE

Una riflessione sul futuro delle denominazioni e sulla necessità di una nuova geografia del vino sardo. Ogni denominazione racconta una storia. Ma, come tutte le storie, anche le denominazioni appartengono a un tempo preciso. Quelle della Sardegna nascono tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta. Erano anni di ricostruzione economica, di fiduciaContinua a leggere “LA SARDEGNA CHE IL VINO DEVE ANCORA RACCONTARE”

PRIMA CHE IL TEMPO CAMBI

Sulle scelte, sul coraggio e sulla lezione di Angelo Gaja. Ci sono persone che attraversano il proprio tempo adattandosi ai cambiamenti e altre che, quasi con naturalezza, sembrano riuscire a riconoscerli quando sono ancora appena percettibili. Non si tratta di una particolare capacità di prevedere il futuro, ma piuttosto di uno sguardo allenato a osservareContinua a leggere “PRIMA CHE IL TEMPO CAMBI”

FENOMENOLOGIA DI UN CALICE: IL SOMMELIER COME MEDIATORE DI SIGNIFICATI

Viviamo in un’epoca in cui il vino viene raccontato attraverso numeri, punteggi, quotazioni, aste e classifiche.Si parla di annate memorabili, di cru, di vitigni autoctoni, di fermentazioni spontanee e di affinamenti sempre più ricercati. Tutto questo è importante. Ma rischia di farci dimenticare ciò che rende davvero unico il vino: il suo essere, prima diContinua a leggere “FENOMENOLOGIA DI UN CALICE: IL SOMMELIER COME MEDIATORE DI SIGNIFICATI”

OLTRE LA TIPICITÀ: IL CASO JOAQUIN

La visione di Raffaele Pagano Nel vino contemporaneo il confine tra espressione del territorio ed espressione dell’autore è sempre più sottile. Joaquin rappresenta uno dei casi più interessanti di questa tensione. La filosofia aziendale si discosta dalla ricerca di una lettura “classica” dell’Irpinia. Lunghi affinamenti, uso di castagno, acacia e rovere, assemblaggi tra annate diverseContinua a leggere “OLTRE LA TIPICITÀ: IL CASO JOAQUIN”

CONSIDERAZIONI BORGOGNONE

In Borgogna non si producono vini. Si interpretano luoghi.

Ci sono regioni del vino che colpiscono per la monumentalità del paesaggio. Altre per l’architettura delle cantine, per la ricchezza delle tenute o per la spettacolarità delle vigne.
La Borgogna no.

La prima volta che la si attraversa si rimane quasi spiazzati. La Route des Grands Crus corre silenziosa tra piccoli villaggi di pietra color miele, muretti a secco e filari ordinati. Non ci sono castelli, scenografie costruite per il turismo o colline vertiginose. Tutto appare sorprendentemente semplice.
È proprio questa semplicità a ingannare.

Il vino ha ancora un volto? Il vino, l’intelligenza artificiale e il valore della relazione

C’è un gesto che fino a pochi anni fa non esisteva e che oggi è diventato sorprendentemente comune. Il cliente apre la carta dei vini, la fotografa e la affida a un’intelligenza artificiale. In pochi secondi arriva una risposta: quale bottiglia scegliere, quale rappresenti il miglior rapporto qualità-prezzo, quale meriti maggiore attenzione. Il passaggio appareContinua a leggere “Il vino ha ancora un volto? Il vino, l’intelligenza artificiale e il valore della relazione”