Tappi di sughero e dintori. Suber Extra un’eccellenza che parla Sardo.

“Un tempo in Sardegna c’erano centinaia di aziende che lavoravano il sughero. Oggi forse non arrivano a dieci.”

La Sardegna potrebbe essere la capitale Europea del sughero. Ma purtroppo non è così. Le multinazionali Portoghesi controllano il mercato, spesso producendo tappi con sughero Sardo di altissima qualità.

Perché parlo di sughero? Perché una delle componenti fondamentali per fare un buon vino è la sua tappatura.

Ho avuto il piacere di visitare Suber Extra di Ovodda, che da decenni si è specializzata nella produzione di tappi monopezzo in sughero naturale. L’importanza di utilizzare un sughero naturale lo si vede soprattutto su vini di gamma medio alta perché questi tappi permettono una micro ossigenazione. Il problema è che, essendo un prodotto naturale, si è più esposti ai difetti e alle deviazioni del vino.

Suber Extra, Ovodda

Come per tutte le cose, conta la materia prima. Se il sughero è selezionato bene, stagionato con cura e lavorato nel dettaglio la percentuale di rischio diminuisce esponenzialmente.

Potrei raccontarvi che l’amministratore delegato seleziona personalmente le foreste da lavorare, potrei raccontarvi che certi lotti di tappi vengono annusati uno a uno da un team di quattro persone e che il laboratorio analisi fa analisi serissime e minuziose ma preferisco puntare il focus su un’altro aspetto: perché la politica Sarda non investe seriamente su questo settore?

Suber Extra, Ovodda

Il sughero Sardo, per essere lavorato deve avere una corteccia di almeno dieci anni. A quello portoghese ne bastano sei. Questo fa si che il sughero sardo sia più denso e abbia una resistenza maggiore negli anni.

Una materia prima di grande pregio, che per i Sardi dovrebbe essere ragione di vanto nel mondo. Ma che viene troppo spesso trascurata.

Ad majora!

Pubblicato da Stefano Orrù

Stefano Orrù, classe 1993, folgorato dal mondo del vino, abbandona gli studi di giurisprudenza e l'azienda agricola della sua famiglia per dedicarsi interamente al servizio di sala. Dopo diverse esperienze in Sardegna, arriva in Trentino a Lefay Resort Dolomiti, partecipa all'apertura come sommelier e ci resta per tre anni. Oggi è uno dei Sommelier del Ristorante Da Vittorio a Brusaporto.

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