Franciacorta, la Famiglia Cavalleri e le sue bollicine

Oggi, in Franciacorta, si parla solo di bollicine. Sembra che non esista altro al di fuori di quello. Ma stando alle fonti storiche ad Erbusco e dintorni si fa vino da secoli. Principalmente rosso e principalmente sfuso. 
Essendo una zona storicamente di passaggio, queste colline moreniche son sempre state un crocevia di condivisione di saperi e barbatelle, lo testimoniano i nomi storici di Cabernet Franc e Merlot.

Il business delle bollicine nasce pochi decenni fa. Decidere di rincorrerlo è stata una scelta saggia per le aziende, ma il business non può essere l’unico comun denominatore.
Ed è inevitabile che questo sia un terroir abbastanza vocato, specialmente per lo Chardonnay nel versante sud ovest e per il pinot nero nei versanti opposti più elevati e meno assolati.

Escluso Gussago, tutto il suolo della Franciacorta si origina dopo la seconda glaciazione, da qui la presenza di un’alta concertazione di calcare e ciottoli che conferisce una buona acidità.


Aziende come Cavalleri, da secoli a contatto col vino, hanno abbracciato da subito la scelta delle bollicine, ma con criterio. Quaranta ettari, trentacinque a chardonnay, massimo 190.000 bottiglie nelle annate buone.


“Sebbene il disciplinare ci consenta centoventi quintali per ettaro, noi non andiamo mai oltre i settanta. Non abbiamo macchinari fantasmagorici, facciamo tutto a mano e dal 2018 abbiamo convertito tutto in biodinamico adottando le fermentazioni spontanee” dice Aldo.

L’azienda non ha mai voluto crescere in volumi e non ha mai voluto perdere la familiarità e l’artigianalità della sua gestione. 

All’assaggio i vini dimostrano una grande rotondità nonostante i bassissimi dosaggi, acidità sempre presente e ben integrata col vino.

Tra le realtà all’interno del Consorzio Franciacorta, Cavalleri è un’azienda che non si può sottovalutare e non si può tralasciare nella stesura di una carta vini.

Chapò!

Pubblicato da Stefano Orrù

Stefano Orrù, classe 1993, folgorato dal mondo del vino, abbandona gli studi di giurisprudenza e l'azienda agricola della sua famiglia per dedicarsi interamente al servizio di sala. Dopo diverse esperienze in Sardegna, arriva in Trentino a Lefay Resort Dolomiti, partecipa all'apertura come sommelier e ci resta per tre anni. Oggi è uno dei Sommelier del Ristorante Da Vittorio a Brusaporto.

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